13 gen 2011
ACQUA: AMMESSI REFERENDUM SU DECRETO RONCHI-FITTO E TARIFFE PRODI
Riportiamo la nota pubblicata su Facebook da Iacopo Venier:
(ASCA) – Roma, 12 gen – La Campagna referendaria popolare ”L’acqua non si vende” sostenuta da migliaia di associazioni, comitati ma anche da sindacati e da numerosi Enti Locali, registra oggi un importante successo della sua iniziativa. Nata dopo la mobilitazione che ha portato a Roma circa centomila persone in piazza contro l’entrata in vigore del decreto Ronchi-Fitto che consente l’affidamento a soggetti privati dei servizi idrici, la Campagna vede riconosciuta dalla Consulta l’ammissibilita’ di due dei tre quesiti referendari di iniziativa popolare proposti per arrivare, attraverso consultazione diretta, a una ripubblicizzazione completa del servizio idrico.
La Consulta, infatti, ha riconosciuto innanzitutto ammissibile il quesito che chiede l’abrogazione delle norme introdotte con il decreto Ronchi-Fitto (legge n. 166 del 20 novembre 2009) sulle modalita’ di affidamento con gara a privati dei servizi pubblici di rilevanza economica. Allo stesso modo, pero’, con atteggiamento bipartisan, la Campagna ha chiesto con un secondo quesito la cancellazione della norme introdotta del governo Prodi con il comma 1, dell’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, che prevede che le tariffe del servizio idrico integrato vengano modellate tenendo in conto ”l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito” dai soggetti misti pubblico-privati.
Respinto, invece, il quesito che voleva abrogare la possibilita’ di forme miste di gestione e di procedure di affidamento pubblico-private, con la soppressione delle norme introdotte con il decreto legislativo n.4 del 16 gennaio 2008.
Per tutte le persone che hanno firmato per questo referendum, si tratta di una bellissima notizia, che ora bisogna diffondere il più possibile. I referendum si terranno in primavera, fino ad allora occorre tenere desta l’attenzione su questo argomento di enorme importanza.
Altri articoli di Mara Bagatella »



RSS Feed
1
Andrea dice:
Pubblicato il 14-01-2011 alle 00:31
Bene, adesso speriamo che se ne accorgano un po’ di più i media.
2
Giovanni dice:
Pubblicato il 06-06-2011 alle 22:47
Non fu il governo Prodi ha ideare il decreto 152 del 3 aprile 2006, ma lo modificò su indicazione dell’Unione Europea pochi mesi dopo.
Il ministro Pecoraro Scanio nel Consiglio dei Ministri n.13 del 31 agosto 2006
modificò la legge 152 del 3 aprile 2006 , quella del secondo quesito del referendum sull’acqua, solo su indicazione dell’UE e il governo Prodi dichiarò la riforma di tale decreto. Ovviamente il comma “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito” non fu modificato !!